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 locandina dell'evento

" L'ESPERIENZA DI MARIA" (Komen Roma Race for the Cure "Insieme per la Cura")

La perfetta salute e il pieno risveglio in realtà sono la stessa cosa. Questo per dire che una mente, un corpo e un'anima in sintonia tra loro generano equilibrio e benessere. Salute appunto. Spesso nel nostro percorso di vita pensiamo alla nostra salute, quindi ci curiamo, cerchiamo un medico che ci ispiri fiducia,oppure scopriamo medicine alternative o stili alimentari che ci facciano star bene, o frequentiamo una palestra per essere in forma. Ma quante volte ci siamo chiesti perché sviluppiamo una malattia e perché questa colpisca un determinato organo? Quanta importanza diamo alle emozioni negative che ci portiamo dietro con molta nonchalance? E' davvero impegnativo mettersi in discussione e smetterla di attribuire la causa dei nostri malesseri fisici e mentali solo a fattori esterni.

Posso dirlo per esperienza personale. Due anni fa, nel corso di una visita ginecologica, mi è stato diagnosticato un grosso fibroma. Certo era strano, mi controllavo periodicamente e l'anno precedente non c'era nulla. Sono andata sotto i ferri tranquilla, più o meno. Mi sono svegliata in un incubo, mi erano stati asportati utero, ovaie e un tratto di intestino. Avevano tolto un
sarcoma ovarico delle dimensioni di un pompelmo. L'esame istologico certificava che, a parte la massa, il resto era indenne da infiltrazioni. Insomma mi era andata piuttosto bene. Poi ho fatto un mese di degenza per un trombo all'arteria iliaca. Sono uscita e naturalmente sono andata dall'oncologo piene di ottimismo. Non è stata una bella esperienza... hanno smontato ogni barlume di ottimismo e concluso, per il mio bene, che era meglio che facessi un ciclo di chemioterapia. Non dimenticherò mai il
terrorismo a cui sono stata sottoposta. Conclusione: ho pianto tutte le mie lacrime e, sulla base di un'ipotesi (qualche cellula sfuggita, maggiori Sicurezze,) mi sono sottoposta ai trattamenti.

E qui stendo un velo pietoso sugli effetti collaterali, sulla perdita, oltre che dei capelli, della mia dignità. E' stata una lotta, rifiutando trasfusioni, sentendomi trattata come un agglomerato di reazioni chimiche, in mano al cosiddetto protocollo e a psicologi che mi chiedevano quanto fosse dura per me la chemio.

Ora non voglio assolutamente generalizzare, né dire che non ci si deve sottoporre alle "cure" o, men che meno, non fare prevenzione.
Ma, il tutto non si deve ridurre alla sola diagnostica (vedi tac, pet o  mammografie). E' giusto e sacrosanto che l'individuo sappia che esiste la somatizzazione, che alcuni cibi o diete (vegetariana e vegana) aiutano a prevenire e a superare certi problemi.

Con questo non voglio passare sopra ai luminari o esperti, ma la strada, almeno della collaborazione, mi sembra il giusto compromesso.
Comunque ad agosto ho finito i trattamenti, ho fatto non so quante tac e sono passata da uno spavento all'altro per presunte recidive che si sono rivelati falsi allarmi...ma dopo pochi mesi la recidiva si è materializzata, nonostante tutto.

Allora mi sono detta che quella non poteva essere l'unica strada da percorrere se i risultati erano quelli. Ho dovuto iniziare a scavare dentro di me e a capire che tutte le depressioni che mi avevano accompagnato nella mia vita dovevano avere qualche peso in tutto ciò. Il delegare a chi mi stava intorno la mia felicità, dare la responsabilità agli altri dei miei problemi...sentivo che non aveva senso.

Tutta la mia rabbia, i risentimenti, il disamore verso me stessa dovevano entrarci qualcosa in quel disastro. Ed ho continuato a cercare risposte anche se, inevitabilmente, mi sono dovuta sottoporre ad un ulteriore intervento chirurgico.

Cambiando struttura ospedaliera, ho trovato un ambiente migliore, chirurghi giovani e capaci, e un oncologo con cui ho potuto parlare. Non mi sono sottoposta né a chemio né a radio sulla base dell'istologico e del mio tipo di tumore, ma faccio regolarmente i controlli. Premetto che nella struttura precedente non mi avrebbero operato, ma avrebbero ricominciato la chemio. Il mio caso è questo. Il mio appunto. Nel frattempo sono diventata vegetariana seguendo semplicemente le esigenze del mio corpo che ha iniziato e continuato a rifiutare carne. Ho analisi perfette, emoglobina
ottima e sono scomparsi i calcoli alla cistifellea. Non ho mai smesso di cercare, per curiosità, per tentare di trovare un equilibrio che mi permettesse di stare almeno, o soprattutto, bene con me stessa. Mi sono rivolta ad un naturopata perché tanto non avevo niente da perdere. Ho iniziato a pensare in modo positivo e costruttivo e non sono mai stata così in armonia come ora. La vita, fino a non molto tempo fa, era per me qualcosa da subire, ora è un'avventura appassionante.

Ho scoperto che per per aiutare il nostro corpo bisognerebbe mantenere un equilibrio acido-basico del sangue. Come? Attraverso il cibo. Un sangue troppo acido è terreno di coltura per cistiti, coliti, gastriti e mille altri disturbi.
Recenti studi hanno evidenziato che i malati di tumore hanno un'acidità elevata.

E' un'ipotesi come tante altre. Non voglio nemmeno demonizzare i medici allopatici o i medicinali, ma invitare a non credere che esista "solo" quella strada, che la nostra vita non possiamo metterla totalmente nelle mani dei medici, magari luminari, ma che non possono o, a volte, non vogliono conoscerci realmente.

Le medicine inoltre vanno sempre prescritte con coscienza perché, si sa, il loro abuso porta ad altre malattie. Infine, considerare anche la malattia stessa come una sveglia. Ogni volta che ci ammaliamo il corpo, la mente e l'anima ci parlano, ci dicono che stiamo andando in una direzione sbagliata.
 
Ci invitano a rivedere il nostro modo di essere, magari, perché no, impariamo ad ascoltare di più il nostro cuore. Non viviamo immersi nello
stress, nell'odio e nella frustrazione.

Informiamoci e facciamo veramente prevenzione, cercando uno stile di vita sano e personale (non tutto va bene per tutti). Perché la salute non è solo fortuna, ma, soprattutto, consapevolezza.