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Muracci di Santo Stefano - Anguillara Sabazia

Muracci di Santo Stefano

Il complesso monumentale conosciuto come "Muracci di Santo Stefano" si trova a circa 2 km a sud di Anguillara Sabazia. Si tratta dei ruderi di tre edifici: una grande costruzione rettangolare a tre piani, una piccola struttura anch'essa rettangolare ed un piccolo abside. L'abside era originariamente parte di un ninfeo, mente non è chiara la funzione originaria del piccolo edificio rettangolare, poi riutilizzato come cisterna.
Il complesso è conosciuto fin dall'epoca rinascimentale: sia Pirro Ligorio (1510 - 1583) che Palladio (1508 - 1580) l'hanno studiato, lasciandone dei disegni. Il Ligorio, che visitò il complesso nel 1540, riferì che già allora la gran parte della villa romana era scomparsa e, sulla base delle sue conoscenze architettoniche, ne tentò una ricostruzione grafica; altrettanto fece Palladio. Altre parti della villa sono crollate nel corso del XX secolo, fino al restauro effettuato dalla Soprintendenza per l'Etruria Meridionale nel 2008. E' possibile che nel I secolo sorgesse sul sito una fattoria; dopo un periodo di abbandono vi fu costruita una grande villa romana. L'ampio edificio rettangolare, datato al 200 d.C. dal rinvenimento di alcuni mattoni con la stampa di tale data, rappresenta probabilmente la parte residenziale della villa.
Tra il III ed il IX secolo furono realizzati sul sito solo due interventi: alla fine del III secolo, o forse all'inizio del IV, il piccolo abdise del ninfeo fu sostituito con un abside più grande; non è noto se cambiò anche la sua funzione. Il secondo intervento, di data incerta, è il fosso che circondava l'edificio almeno su tre lati. Nel corso del medioevo, a seguito delle invasioni barbariche, il complesso fu infatti fortificato ed utilizzato come domusculta. Le domuscultae, sviluppatesi a partire dall'VIII secolo, erano grandi aziende agricole amministrate dalla Chiesa che fornivano cibo e derrate alimentari a Roma.
Intorno alla metà del IX secolo fu edificata la chiesa di Santo Stefano utilizzando parte delle murature esistenti a nord della villa e l'abside del III-IV secolo. La chiesa, che riprendeva la tipologia architettonica delle basiliche paleocristiane, aveva una navata assimilabile ad un quadrato di circa 13 m all'esterno; alla navata, divisa da due file di colonne, si accedeva da un portico attraverso un unico ingresso. Il pavimento era coperto di mosaici, realizzati probabilmente con i preziosi marmi che decoravano la villa. L'altare, in asse con la porta d'ingresso, era originariamente coperto da un ciborio.
La grande costruzione rettangolare fu usata in questo periodo come stalla e, forse, fu riutilizzata occasionalmente nel corso dei secoli; quando all'inizio del XVI secolo Pirro Logorio visitò il sito esso era abbandonato.

 
Muracci di Santo Stefano