

MISURE cm 270 x 160
TECNICA DI ESECUZIONE, MATERIALI COSTITUTIVI Ceramica ingobbiata tipo Faenza
ANNO DEL RESTAURO 2007
STATO DI CONSERVAZIONE PRIMA DELL'INTERVENTO
L'opera, ritrovata fortunosamente in una cassa nei sottotetti del convento, era estremamente frammentata; la superficie di ogni pezzo era coperta sia sul fronte che sul retro da uno spesso strato di depositi polverosi ed incoerenti oltre che da depositi di malta cementizia e di gesso. Sul fronte tre grandi lacune, una delle quali nella parte centrale, non permettevano il riassemblaggio delle plaghe. L'invetriatura (cristallina) si presentava per la gran parte staccata dal sottofondo e mancante in parte della superficie, segno che la seconda cottura è stata realizzata ad una temperatura troppo bassa.
INTERVENTO EFFETTUATO
Dopo la rimozione dello strato di sporco incoerente ogni pezzo è stato trattato preconsolidando la cristallina e rimuovendo poi delicatamente la malta cementizia ed il gesso. Successivamente ogni pezzo è stato pulito con tamponcini di cotone idrofilo ed alcool etilico ed è stato effettuato il fissaggio definitivo dell'invetriatura.
Le lacune sono state reintegrate utilizzando gesso dentistico colorato armato con barrette in metallo e rete in plastica a maglie fitte, colato in più volte per evitare crepe. Il colore della malta riprende quello della terracotta di base, in modo da far apparire le reintegrazioni come zone prive di colore in cui sia rimasto in evidenza il supporto. Esse sono state realizzate in modo da accompagnare e suggerire i volumi dell'altorilievo senza eccedere nella ricostruzione delle forme, in modo da renderle immediatamente evidenti.
Le reintegrazioni delle zone colorate sono state effettuate con colori acrilici ad acqua. Il colore esistente è stato ripreso in tutte le zone dove era evidente e certo, lasciando però le campiture prive di cristallina (quindi opache), mentre le zone di incertezza cromatica sono state lasciate color terracotta.
Per ridurre gli stress meccanici dovuti allo stretto contatto delle plaghe tra loro (originariamente erano imperniate), la lunetta è stata rimontata fissando i pezzi ad un telaio metallico sagomato utilizzando semplici fascette di plastica autoserranti, ponendo poi il manufatto sul supporto espositivo appositamente predisposto.
INDAGINI DIAGNOSTICHE
Preventivamente al restauro sono state effettuate indagini per verificare la composizione della terracotta ed il tipo di invetriatura e per la valutazione della temperatura di cottura.

